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Milan, i perchè di un primato nazionale…e internazionale!

Milan, le tappe della rinascita rossonera che sta battendo ogni record

Theo Hernandez, Hauge, Calhanoglu e Castillejo del Milan @imagephotoagency
Theo Hernandez, Hauge, Calhanoglu e Castillejo del Milan @imagephotoagency

Nell’ottobre 2019 i pensieri di ogni tifoso del Milan erano cupi come il cielo di Milano in certe giornate invernali.  La squadra non ingranava, il nuovo tecnico Marco Giampaolo, arroccato nelle sue idee tattiche non confacenti alle caratteristiche dei giocatori, i nuovi arrivati in evidente difficoltà, un clima dentro lo spogliatoio pesante, una società con gravi problemi di comunicazione fra le varie anime (Maldini , Boban e Massara da una parte, Gazidis e il fondo Elliott dall’altra). Bisognava svoltare. Non c’era altro modo, la classifica si stava facendo pesante, il gioco latitava e la tifoseria rumoreggiava. Esonerando l’allenatore.

Dopo un tentativo con Luciano Spalletti (saltato per questioni economiche), ecco Stefano Pioli. Inizialmente il neo allenatore era stato osteggiato dai suoi nuovi tifosi, un pò per il passato nell’altra sponda di Milano, un pò perchè sognavano un tecnico con più “nome”. Pietra angolare, su cui è stata edificata la squadra attuale e al momento vincente. Dopo un inizio difficile, il nuovo allenatore, ha cominciato a lavorare di cesello, facendo la cosa più ovvia: scegliere un modulo adatto ai giocatori in rosa (4-2-3-1), lavorare di fine psicologia sulla testa dei giocatori (proteggendoli nel frattempo dal terremoto seguito all’addio di Boban) e soprattutto rimettere ognuno nel suo vero ruolo, trasmettendo una necessaria tranquillità a un ambiente scapestrato da tre anni di tanti, troppi cambiamenti.

Zlatan Ibrahimovic, attaccante del Milan
Zlatan Ibrahimovic, attaccante del Milan

Milan, dalla disfatta di Bergamo alla rinascita post lockdown

Una data, segnata in rosso, è il 05/12/2019: cinquina dell’Atalanta a Bergamo, con la formazione di Gasperini che cammina letteralmente su una squadra spenta e involuta. In quel preciso momento, il duo MaldiniBoban capisce che alla squadra manca esperienza e dei leader. Agiscono e hanno la giusta intuizione, durante la finestra invernale di mercato: Zlatan Ibrahimovic e Simon Kjaer. Non solo: arriva anche lo sconosciuto Alexis Saelemaekers. “Bollati” rispettivamente come “vecchio” lo svedese, “finito” il danese, “bidone” il belga, hanno risposto sul campo, con il silenzio, il lavoro e la serenità trasmessa dall’allenatore. Trovata la quadra, fatta la squadra, bypassato il “lockdown”, il Milan è partito e non si è più fermato. Squadra “totale”, dove tutti attaccano e difendono.

La difesa guidata da Donnarumma, che ormai teleguida a voce i  compagni, con la personalità di un veterano, con la crescita di Gabbia, la rinascita di Calabria e la ritrovata personalità di Romagnoli, sta diventando la pietra miliare della catena vincente. Tutti ora fanno una corsa in più per aiutare il compagno in difficoltà e cosa più importante, sono un “gruppo” vero dentro e fuori dallo spogliatoio. La leadership di Ibrahimovic e Kjaer, fa da guida per i calciatori più giovani, che apprendono una mentalità nuova e vincente, un modo nuovo di allenarsi e di stare sempre “sul pezzo”. Un pò di numeri, che rendono l’idea: 56 punti in campionato nel post “lockdown”, nell’anno solare sono 71; 26 punti su 30 conquistati in questo campionato; segnano quasi tutti i componenti della rosa; diversi “clean sheet” messi insieme da Donnarumma e compagni di reparto. Dalla prima giornata di campionato, il Milan segna due reti a partita, evento unico nella storia dei campionati di Serie A.

Stefano Pioli, allenatore del Milan @imagephotoagency
Stefano Pioli, allenatore del Milan @imagephotoagency

Milan, con questa squadra si può sognare anche in Europa

In parallelo, prosegue anche la corsa in Europa League, palestra utile per fare cassa ed esperienza e, in quella competizione troviamo una partita che ha fatto crescere ulteriormente la squadra, in tutti i sensi: Rio AveMilan, finita ai rigori. Quella fredda e ventosa serata, ha compattato e unito un gruppo, che superando i propri limiti, si è convinta della propria personalità. Andare avanti il più possibile, affinchè il “ruggito” europeo torni ad essere proprio della storia rossonera. Forza Milan! Ad maiora!

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